GENIO E FOLLIA NEL PERCORSO CREATIVO

Genio e Follia nel percorso creativo, studio grafopatologico del dott. Angelo Vigliotti

Partecipare agli studi di una ricerca che il Dott. Angelo Vigliotti porta avanti ormai da anni riguardo la grafologia, è stato davvero affascinante.

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In questo suo ultimo libro pone attenzione allo studio grafopatologico di artisti, scienziati, scrittori e poeti, musicisti e molti altri personaggi, soffermandosi sulla correlazione che c’è fra creatività e follia.

Un libro certamente singolare, una sorta di enciclopedia sul carattere dei diversi autori. E per chi si domanda spesso come me se un artista corrisponda a ciò che èoppure lo fa e basta, questo libro lo rivela. Scoprendo così quanto vero esista nelle produzioni e nella vita di tutti questi personaggi.

Personalmente unesperienza coinvolgente.

La grafologia dei personaggi descritti è davvero avvincente e lo studio che il Dott. Vigliotti ne esegue è appassionante. Virginia Woolf, Hitler, Napoleone, Disney, Debussy, Montessori, Bacon, Modigliani, Bukowski, D’Annunzio, Nietzsche, Dostoevskij, Kafka, Tolstoj, Magritte, Goya. Più di 150 autori, Renato Zero compreso… e pure Viola Di Massimo.

“È  la storia di molti autori: i prodotti originali, talvolta audaci e angoscianti, trasmettono la loro visione della vita. Il genio è esposto a un rischio di malattia mentale più elevato rispetto ad altri esseri umani e il primo ad interrogarsi su questo tema fu Aristotele, che si chiedeva del perché alcuni uomini eccezionali avessero un temperamento melanconico e fossero affetti da turbe psichiche.” Così dice l’interessantissima introduzione del libro.

Personalmente una risposta ce l’ho: la follia, è cadere dentro se stessi,  e il dentro se stessi, è esattamente come l’universo. Un universo in cui perdersi per sempre in un continuo eterno fluttuare, vivendo solo di percezioni. Senza ancore che possano legarci alla realtà…

Attraverso questo libro ho potuto constatare quanto siano attinenti al reale gli studi di grafologia. E non da poco, ho potuto relazionarmi con uno studioso dall’animo gentile, persona tranquillizzante, discreta, dall’intelletto ampio e profondo, dall’accoglienza vasta. E sa bene che per ricevere la genuinità dell’altro, deve concedere un po’ di se stesso. Per questo ho partecipato al suo studio, perché mi piacciono le persone “nude” quelle che si mostrano per ciò che sono, come simboleggiano i miei dipinti.

press- arte viola
viola di massimo, vigliotti

Genio e follia nel percorso creativo. Studio grafopatologico Angelo Vigliotti  pubblicato da Nicomp L.E.

E così, sulla mia tavola da lavoro in terrazzo, in un bel mese di giugno…

mi sono sfidata e, come qualcuno che affronta il nemico (quindi se stesso), sono rimasta in piedi a disegnare alberi richiesti dal dott. Angelo Vigliotti per i suoi studi, sotto lo sguardo attento di Peppone che mi ha osservata per tutto il tempo. Non è stato semplice visto che non lavoro mai in presenza di altri. E così, fra un piccione di nome Peppone e un lasciare andare la mente altrove, mi sono lasciata andare a quel segno che ci accompagna da sempre tutti dal principio.

Alla libertà di parole maiuscole e minuscole copiate da un testo, e alberi che forse diranno quanto sia radicata o meno, o quanto i rami degli alberi saranno in grado di sfondare questo nostro comune cielo.

“Un vero pazzo (a mio parere) è incapace di essere, di avere, di fare. Un “vero genio” produce una crescita per l’umanità intera: un capolavoro artistico, un’opera letteraria o poetica, uno studio scientifico rivoluzionario, una teoria produttiva, un qualcosa che illumina il mistero dell’universo. Un vero “genio” arricchisce la vita, genera “bellezza”, dà un contributo al benessere dei popoli, e stimola non solo l’intelligenza della mente ma anche la comprensione del cuore e la possibilità energetiche dell’istinto primordiale insito in ognuno di noi che per lo più rimane spento e passivo.”

Inizia così la pagina n. 31 riguardante Cesare Lombroso, e in queste poche righe oltre a capire che di geni ce ne siano davvero pochi, ti viene la voglia di essere più intelligente, più stimolato e stimolante, di ricominciare a sfogliare pagine, scrivere con la penna e fare le cancellature che si vedono bene.

E l’idea in cui credo, ossia che ognuno abbia il dovere di lasciare qualcosa a questo mondo, se pur un solo nuovo gesto, si rafforza sempre di più. E che importa se non ci sarà nessuno a scrivere di noi. Avremo lasciato comunque il nostro segno.

Stimolato qualcuno.

Magari qualcuno  che diverrà, proprio grazie a noi, un “vero genio”, di quelli in grado di far crescere l’intera umanità.

Viola Di Massimo