Comprate opere d’arte: io l’ho fatto, tramite e-commerce.

Premetto che questo articolo sarà emotivo e poco distaccato perché con un'opera, se coinvolge, il rapporto sarà familiare e non professionale.

Ci sono case e case... uffici e uffici (che in questo periodo coincidono anche).

Quando entro in una casa con delle opere sui muri, non importa di primo impatto se siano a mio parere, valide, famose, intense o scadenti. So solo per certo che c’è più vita in quel luogo, c’è la voglia di avere sui muri tanti passaggi segreti, come scrissi in un articolo. Passaggi per andare oltre, lontano, altrove. Magari in un bosco rilassante e misterioso, oppure a fare il bagno assieme a donne dipinte in un momento intimo lungo un ruscello apparentemente immobile, ma di cui si sente il rumore dell’acqua e il fruscio del vento. Oppure in un dipinto astratto, a fluttuare in mezzo la colorazione aggrappandoci in un’arrampicata alle linee sottili.

Chi possiede delle opere d'arte è fortunato perché il proprio ambiente è vivo di "cose" che parlano comunicando al profondo di noi stessi e più le guarderemo, più ci sapranno dire altro.

comprate opere d'arte

Ammetto che non ho mai comprato un’opera d’arte di un altro artista anche se ho la fortuna di averne qualcuna tenuta gelosamente e appesa. Questa volta però l’ho fatto: ne ho comprata una e l’ho fatto su internet, perché bisogna iniziare a pensare anche in questo modo: ho un e-commerce d’arte (che pubblicizzo qui perché “devo” www.arteviola.com con opere ad olio, tecnica mista, scultura, disegno, incisione), e non posso non comprare anche io un’opera in questa modalità per rendermi conto cosa si possa provare. Ed è stato bellissimo. Chi è abituato lo saprà già, ma io non lo sapevo proprio.

Si inizia con il limite al proprio budget come fanno tutti (o quasi), che acquistano un’opera. Dopo ciò, il via libera. Personalmente ho iniziato il mio viaggio prima di tutto osservando artisti contemporanei che conosco, riapprezzandoli nel proprio lavoro e nelle loro ricerche. Poi, ho iniziato a vagare in modo più ampio sul web cercando qualcosa che superasse lo sguardo e mi entrasse dentro fino alla mia invisibile zona sensibile-irrazionale.

Non mi interessava chi fosse l’artista, ma cosa potesse dirmi e darmi. Solo dopo avrei dato un’anima e un volto al creatore.

Ad un certo punto: è accaduto.

 Sono stata attratta da ciò che era diverso da me, il più lontano e il più appagante. Un pezzo possibile di me, ma non me. Qualcosa che mi completasse in una diversità che potrà quantomeno, lo spero, arricchirmi, ampliare il mio sentire, alimentare la mia ricerca composta da forme e pensiero, e aggiungere qualcosa che mi manca. Un’opera piccola, ma anche enorme perché le opere si sa: si allargano piano piano sui muri diventando grandi e immense ad ogni sguardo, saranno parte di noi, della famiglia. Una famiglia fatta di persone, o altre opere.

Poi ho aspettato che arrivasse davvero, fisicamente.

L’attesa non è facile, ma non è mai immobile perché piena di altri mille avvenimenti. Scoprire l’artista e affezionarsi già nonostante non lo conoscerò mai più, fa parte delle cose belle. Sognare di ricevere un disegno oggettivamente realizzato male con una brutta cornice marrone triste triste e senza certificato di autenticità, sono le cose brutte…

Nel frattempo, nonostante sappia perfettamente le misure, penso: quanto sarà grande? e poi: speriamo che la persona che me l’ha venduta sia una persona seria (ovviamente questa è una ricerca che ho fatto rigorosamente dopo aver acquistato l’opera secondo la mia logica irrazionale), la sua parola”mi creda” in una mail di risposta mi ha preoccupata, ma ci ho pensato dopo.

Che dire: il secondo giorno è andata meglio. Niente incubi. Il terzo un po’ di stress a studiare ancora COME ridarlo indietro, ma siccome avevo studiato ormai l’artista e mi ero affezionata, non lo avrei mai fatto, avrei adottato opera e artista nonostante il “mi creda” del venditore.

Mai provato un'emozione così singolare.

Che dire: non ho mai provato un’emozione così singolare, lo assicuro, ho superato l’oppressione della zona rossa (si fa per dire), con stress di altro tipo, uno stress stimolante. So cosa significhi vendere un’opera propria, è emozionante e inquietante allo stesso momento ogni volta. Ma non ho mai compreso cosa si potesse provare ad acquistarne una, su internet, e vi dico con tutto il cuore: fatelo. Se capiterà con me vi assicuro che sono meglio di uno psicologo (ho testimonianze/referenze a riguardo), e il telefono viola è sempre pronto a rispondere alle domande più varie. Ad assicurarvi che mio figlio è nato e cresciuto con tutti i crismi: passione, amore e dedizione. Non vi lascerò soli in questa adozione.

Comprate opere d'arte. Tutti. Artisti e non.

Questa esperienza va provata, sentita, è una vera adozione, è un pezzo di cuore, anima, diversità che arricchisce i nostri esseri e le nostre intelligenze perché l‘arte, è quella cosa che si trova nel mezzo, in quello spazio che esiste fra la fascinazione provata per un’opera… e il non saperne proprio il perché..

Lì, proprio lì in mezzo, c'è il senso dell'opera:

l’anima, il carattere, la sua accoglienza e la sua grandezza. Ed io sono cascata lì dentro, nel mezzo, in quel “fra”. Una caduta bellissima lunga e infinita nella fascinazione… non sapendo il perché. Più bello di così, non ce n’è.

Viola D.M.