Il 22 novembre al teatro Arcobaleno sono spettatrice di una delle opere più rappresentate e più complesse di Shakespeare: Macbeth, regia di Gianni Leonetti.

Ammetto che sono rimasta incollata per tutto il tempo a questo "spettacolo", ma in realtà più che uno spettacolo mi sono ritrovata catapultata in un mondo surreale: cieli in continuo cambiamento, luci e nuvole che avvolgono lo spettatore fin dalla prima scena dandogli il tempo di entrare e partecipare al dramma, e musiche seducenti che entrano dirette nella parte più profonda di noi.

Le sensazioni avute sono state davvero infinite e di difficile descrizione. Ho avuto la sensazione di vivere in un opera Claude Monet, anzi, di essere una Ninfea di un suo dipinto con la fortuna di galleggiare in acque Blu di Prussia e di nascosto ascoltare voci, profezie, pentimenti e sete di potere di qualcuno, cosa che più attuale, non potrebbe essere. Sono stata spettatrice di un racconto coinvolgente sintetizzato da un regista, un artista, che forse nella propria vita ha cercato e ricercato nel suo stile la sintesi del proprio "dire" attraverso i colori netti tagliati dalla luce in cui i personaggi si stagliano perfettamente con lo sfondo, trasportandomi in un attimo nelle opere di Hopper in cui l'essenza umana è così penetrante da rimanere sospesi in un tempo senza tempo.

E quando un'opera coinvolge così tanto è cosa banale pensare se sia piaciuta o meno, perché penetra così a fondo tanto da sognarla. E infatti, la notte seguente sogno che a fine spettacolo ad ogni spettatore viene dato uno specchio ovale dalla cornice d'oro in cui riflettersi e, come per magia, tutti rivelano lo stesso volto. A ricordarci, forse, che gli aspetti umani, i più torbidi e i più meschini, appartengono a noi tutti, sta a noi domarli.

Uno spettacolo coinvolgente appassionato e spietato immerso nel blu di un infinito che ci appartiene, come le nostre miserie.



Teatro Arcobaleno 22-23-24-29-30 novembre e 1 dicembre 2019

Adattamento e regia Gianni Leonetti
Con Camillo Marcello Ciociaro, Arianna Ilari, Ilario Crudetti, Martina Cariello, Valter Tulli

Voci fuori campo: Beatrice Palme, Francesca Di Meglio, Concetta Liotta,Fabrizio Bordignon, Giampaolo Caprino
Scene: Mauro Banella. Musiche Originali: Marco Schiavoni. Disegno Luci: Giovanna Venzi. Aiuto regia Annachiara Canario.

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