








“Il Giorno dopo”
Questo Giorno dopo è stato, ed è ancora, molto lungo. Non ancora finito, inizia nel 2022 con una forma in Plastilina. Nasce così questa figura con lo sguardo di chi ha visto troppo. Non mi è dato sapere come sempre, non so cosa sia accaduto, ma i suoi occhi contengono immagini mai viste e visioni mai provate. Nasce successivamente in gesso per vedere se lo sguardo bianco mi possa dare un’altra sensazione, ma rimane la stessa. Poi nasce in cera, la cera fatta secondo vecchia ricetta e portata in fonderia (Fonderia Anselmi di Roma), mi dicono che la cera è buona e ne sono felice. Ho mantenuto la memoria della mescolanza e questo mi fa bene. Indipendentemente se l’opera in bronzo sarà “bella” o meno, non importa, nel frattempo aspetto…
“Tenet Kimeia”
Nel gennaio 2024 decido di realizzare una scultura in creta: una testa. L’obiettivo era quello di tradurla in marmo (magari con delle lezioni da uno scultore che mi avrebbe insegnato una tecnica mai affrontata), questo desiderio lo avevo da tempo. In fondo, finché c’è tempo, c’è tempo. Si può imparare ad ogni età e la crescita di un artista (e comunque di un individuo), avviene proprio attraverso questo continuo imparare scoprire e tentare strade nuove. Qualcuna sarà sbarrata ovviamente, ma pazienza, bisognerà crearsene altre.
E così, dopo aver creato questa testa in creta, pensai che sarebbe stato proprio bello tradurla in marmo… ma contemporaneamente, una delle altre me, iniziò a sussurrarmi che sarebbe stato altrettanto bello creare una scultura a grandezza naturale, completamente in terracotta. La riunione fra tutte le me, durata una notte movimentata e insonne, ci ha portato, la mattina successiva, da Paolelli ad acquistare 100 kg di creta che, piano piano e a rate, riesco (in questo caso solo io), a portarmi in studio all’ottavo piano (+ uno a piedi).
Non so proprio come fare perché di certo in un dipinto è tutto possibile, posso iniziare il processo di creazione da una mano o dalla testa perché ho la certezza che non cadrà. Questa assenza di forza di gravità somiglia a sogni possibili. Ma ora? come faccio con tutta questa energia trasformata in materia (una testa), a tenerla all’altezza giusta e proporzionata e lavorarne il corpo?
Inutile dire gli intoppi, le cadute (di lei), la consapevolezza che la mia muscolatura non sia più poi così forte. Nonostante tutto, nonostante me, nonostante ogni imprevisto possibile immaginabile compresa l’esplosione di un pezzo nel forno, beh, Lei, nasce.
E Tenet Kimeia sia.
È stato ed è un lavoro infinito per me, ma adesso, sapere che è in grado di rapportasi da sola, mi fa star bene. Sapere che ha uno sguardo più ampio del mio, quello sguardo fatto di occhi di un nero che viene da altrove, mi rende assolutamente appagata. Manca ancora un po’ per far si che la sua forma sia perfettamente imperfetta e definitiva, ci sto lavorando…
Le sette Kimeie
Nate per sostenere e proteggere Tenet Kimeia, ma anche per sostenere noi, faccio un salto nella tecnica della formatura, della fatica e dei chili sostenuti durante la formatura.
Dovrei farle vuote per far sì che non pesino troppo, ma non riesco. L’idea che abbiano una testa vuota non mi risuona, è come non sentirle. Con un involucro non faccio nulla, ho bisogno di rapportarmi e sapere che c’è qualcosa dentro. Il gesso mi rassicura, quella materia portata da lontano che viene dalla terra, mi fa pensare che quelle Sette Kimeie siano lì con tutti i loro pensieri, conoscenze, memorie…
Ci sto ancora lavorando…
Gli Inchiostri
In tutto ciò elaboro continuamente inchiostri, colori nuovi dalle radici, piante e terre. Mi servono come “Il pane”. Lavorare alla loro trasformazione fa trasformare anche me. Trovo poesia in questa sperimentazione anche se a volte viene tranciata da un risultato venuto male.
Ci riproverò, ma se vuoi vedere qualcosa a riguardo clicca qui…
