Viola Di Massimo vive e lavora a Roma, il suo processo artistico evidenzia la messinscena dell’esistenza mediante elementi onirici, simboli e la scoperta di territori ignoti.

Superando tende rosse, ci si addentra nella teatralità del vivere. Il visibile si trasforma, la caratterizzazione anche metafisica non allontana ma approfondisce aspetti della realtà, con particolare attenzione al rapporto tra la condizione della donna di ieri e di oggi.

Siamo su quel sottile margine dove il delicato e l'impalpabile, la dignità e il femminile incontrano il quotidiano e tutti i suoi orrori.

Il Tempo è un elemento fondamentale e assume diverse forme, a volte immobile altre sfuggente, scandisce i momenti di lotta e di tregua della vita. L’indagine relativa al collegamento tra sensualità e fragilità è un altro cardine, quanto l’assenza di lineamenti nei volti che denunciano una riflessione sull’identità e il sapersi.

I colori puri e intensi, un irrinunciabile segno vivo e profondo, superfici di recupero o elementi che rimandano a un passato rurale genuino, caratterizzano il suo linguaggio, che ha nel rigore della sua poetica il legante tra tutte le sue opere.

Viola inizia la sua ricerca attraverso il segno, scuro e netto, il di-segno, la matita su carta è, secondo l'artista, la "verità" di tutta l'opera.

Prosegue la sua ricerca attraverso l'olio su vari materiali, ma non basta, la comunicazione ha bisogno di altri mezzi per tentare di essere più completa possibile e quindi prosegue con la ricerca video e la ricerca audio in cui la sua altra espressione, esternata in monologhi teatrali, viene trasformata in audio-opere.

Viola da qualche anno apre il suo studio al pubblico con mostre ed eventi, in questi anni si è "fusa" con musicisti, attori, artisti, studiosi d'arte e studiosi di "energia" ossia, su come un’opera d’arte può avere un impatto energetico sull’ambiente scoprendone un’analisi nuova.

Questi incontri e questa idea, sono nati per cogliere altro, per poter andare oltre, per scoprire sempre nuovi punti di osservazione necessari all'artista, e forse ad ognuno di noi, per la ricerca di una visione più ampia del "tutto".

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